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Materiale Didattico

L’apparire del bello: Umberto Curi spiega la concezione di bellezza nel mondo antico


Attraverso un testo chiaro e stimolante, il contributo di Umberto Curi esamina come la bellezza fosse intesa nella Grecia classica, distinguendola nettamente dalle concezioni estetiche moderne. La risorsa guida lo studente a ragionare sul rapporto tra percezione sensibile e intellegibile, facendo riferimento a Platone, Sofocle, Saffo e Plotino.

Testo di Lorenzo Gineprini

«Tutte le volte che si riflette sul bello, si è arrestati da un muro. Tutto ciò che è stato scritto al riguardo è miserabilmente ed evidentemente insufficiente».
Con questo frammento di Simone Weil si apre L’apparire del bello: Nascita di un’idea di Umberto Curi, professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova.
Consapevole dell’aporia, della strada sbarrata, di fronte a cui ci si trova quando si prova a definire la bellezza, Curi propone un percorso alternativo, che parte dalla concezione della bellezza nella Grecia classica per mostrarne le differenze con l’estetica contemporanea e aprire così una nuova direzione di pensiero.

L’apparire del bello: Umberto Curi spiega la concezione di bellezza nel mondo antico

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