Scheda didattica e attività - Il "Pasticciaccio", giallo imperfetto di Gadda
Destinatari: studenti di scuola secondaria di primo grado
Inserire Quer pasticciaccio brutto de via Merulana nella programmazione didattica della scuola secondaria di secondo grado rappresenta una sfida e, al contempo, un'opportunità straordinaria.
Pubblicato in volume nel 1957, il capolavoro di Carlo Emilio Gadda scardina le strutture tradizionali del romanzo e del genere poliziesco, offrendo agli studenti una chiave d'accesso privilegiata alla complessità del Novecento. Attraverso la figura del commissario Don Ciccio Ingravallo e la metafora filosofica dello «gnommero» (il groviglio indissolubile di cause che governa la realtà), Gadda rifiuta la lineare rassicurazione del giallo classico per mostrare un mondo caotico e frammentato.
A livello stilistico, l'opera costituisce una delle massime espressioni di plurilinguismo ed espressionismo della letteratura italiana, capace di fondere dialetto romano, parlata molisana, termini scientifici e registri letterari aulici.
Questa scheda didattica offre ai docenti un quadro teorico di riferimento, una sintesi analitica dell'opera e un ventaglio di spunti operativi — dal laboratorio linguistico al dibattito guidato fino alla scrittura creativa — pensati per coinvolgere attivamente le classi IV e V nel percorso di comprensione del romanzo gaddiano.
Sintesi dell'opera
Il romanzo si apre con un furto di gioielli ai danni della contessa Menegazzi in via Merulana 219 a Roma. Pochi giorni dopo, nello stesso stabile, viene commesso un orrendo delitto: l'omicidio della signora Liliana Balducci. Il commissario Ingravallo conduce un'indagine intricata che spazia tra le varie classi sociali romane e l'agro romano. A differenza del giallo classico, il romanzo si interrompe senza svelare esplicitamente il colpevole, riflettendo la visione filosofica di Gadda sul mondo come "gnommero" (groviglio/appitolo di cause).
A seguire: Il groviglio e il pasticcio, videolezione di Corrado Bologna